Home Articoli Il vento del nord della Finlandia. Eguaglianza ed eccellenza nel sistema scolastico

Il n.6/2014 di MicroMega uscito a settembre è centrato sulla scuola. Il titolo del numero monografico è tutto un programma: “Un’altra Scuola è possibile: laica, repubblicana, egualitaria, di eccellenza”.
Seguiamo qui l’articolo di Pasi Sahlberg, docente all’Università di Harvard e consulente del governo finlandese, sulla situazione nel suo Paese considerato dai commentatori e dagli indicatori come uno degli esempi virtuosi da seguire. Riportiamo alcuni passi del contributo invitando comunque tutti a leggerlo integralmente e a consultare la rivista che contiene interventi su “come appassionare alla scienza e ai classici, come insegnare la storia, la matematica, l’inglese e la filosofia, il dovere costituzionale di conoscere la storia dell’arte, etc. Illuminante il pezzo di Marco Rossi-Doria (maestro elementare ed educatore sociale) sul problema del ‘fallimento formativo’.

IL MODELLO FINLANDIA / EGUAGLIANZA ED ECCELLENZA (alcuni brani)
di Pasi Sahlberg

Gli indicatori internazionali mostrano come oggi la Finlandia abbia una delle popolazioni più istruite al mondo, fornisca a tutti opportunità formative in maniera egualitaria e faccia uso efficiente delle proprie risorse. All’inizio degli anni Novanta, tuttavia, il sistema d’istruzione finlandese non costituiva affatto una caso speciale. Le prestazioni degli studenti finlandesi nelle valutazioni internazionali erano vicine alla media, eccezion fatta per la capacità di lettura. La recessione che colpì la Finlandia in quegli anni portò il Paese sull’orlo del collasso finanziario. Una serie di misure ambiziose e con effetto immediato dovettero essere adottate per sanare gli squilibri dei bilanci nazionali e riportare in vita il commercio con l’estero, improvvisamente scomparso in seguito al crollo dell’Unione Sovietica nel 1990.
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Quello finlandese è un sistema unico al mondo in quanto, negli ultimi trent’anni, è riuscito a progredire partendo da un livello mediocre fino a diventare un modello e a ottenere la qualifica di ‘strong performer’ nelle classifiche internazionali.
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Il sistema scolastico equo è il risultato di un’attenzione sistematica alla giustizia sociale, di interventi tempestivi miranti ad aiutare gli allievi che hanno esigenze particolari e della stretta interazione che sussiste fra istruzione e altri settori, in particolare quello sociale e quello sanitario. In tutte le scuole finlandesi sono stati resi disponibili a tutti gli allievi, e senza nessun costo aggiuntivo a carico delle famiglie, pasti scolastici gratuiti, servizi di welfare omnicomprensivi e un aiuto precoce per coloro che ne hanno bisogno. Ogni bambino ha, per legge, diritto a godere di tutti questi servizi nella propria scuola. Pertanto, qualsiasi tentativo di spiegare il successo del sistema scolastico finlandese andrebbe inserito in un contesto più ampio e visto come parte dell’attività complessiva della società civile democratica.
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Un elemento fondamentale della scuola dell’obbligo finlandese è costituito dall’attenzione sistematica che viene data agli studenti con esigenze educative particolari. L’istruzione speciale consta di servizi psicologici e pedagogici interni al settore dell’istruzione ed esplicitamente progettati per coloro che hanno bisogni particolari. L’idea di base è che, tramite un’individuazione sufficientemente precoce delle difficoltà di apprendimento e dei problemi sociali e comportamentali, un aiuto professionale adeguato può essere fornito alle persone il più presto possibile.
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Un sistema con prestazioni così elevate non è il prodotto di soli fattori pedagogici. Le strutture fondamentali dello Stato Sociale giocano un ruolo cruciale nel fornire a tutti i bambini e alle loro famiglie condizioni di vita eque per intraprendere a sette anni un percorso scolastico di successo. Servizi per la prima infanzia, asili gratuiti facoltativi che vengono frequentati dal 98% della relativa fascia d’età, servizi sanitari omnicomprensivi e misure preventive volta a identificare possibili difficoltà di sviluppo e apprendimento già prima della scolarizzazione sono accessibili a tutti in Finlandia. Al fine di evitare che i bambini vengano classificati a partire dalle loro prestazioni scolastiche, la valutazione basata sul voto non viene normalmente utilizzata durante i primi cinque anni della scuola dell’obbligo.
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Sin da subito, nella riforma della scuola dell’obbligo, il fatto di costringere un allievo a ripetere l’anno è visto come una strategia inadeguata e sbagliata per porre rimedio alle lacune dell’apprendimento individuale e ai problemi sociali degli studenti. Le bocciature creano un circolo vizioso che finisce per proiettarsi come un’ombra direttamente nell’età adulta. L’insuccesso scolastico si lega al ruolo del singolo nella società e si caratterizza per un atteggiamento sfavorevole nei confronti dell’apprendimento e dell’istruzione per gli adulti. Le bocciature, in molti casi, sono state all’origine di un aumento delle disuguaglianze sociali e di una minore equità piuttosto che aiutare gli studenti a superare i propri problemi scolastici e sociali.
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Il presupposto secondo il quale tutti gli studenti sono in grado di conseguire obiettivi formativi condivisi, qualora l’apprendimento venga organizzato in maniera tale da tenere in considerazione le caratteristiche e le esigenze di ciascun allievo, è diventato un altro pilastro.
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In Finlandia non esistono scuole private nelle quali i genitori pagano per far avere un’istruzione ai propri figli. La riforma del sistema scolastico ha avuto come suo principale obiettivo quello di fare di ogni scuola pubblica un ambiente ottimale sia per l’attività di apprendimento degli allievi sia per quella di insegnamento dei docenti. E’ difficile mantenere in vita un sistema scolastico ispirato da principi di giustizia sociale se si opta per politiche liberali che favoriscono la cosiddetta libertà scolastica attraverso la presenza di scuole private. La libertà di scelta, in questo campo, favorisce infatti inevitabilmente la discriminazione. La domanda fondamentale da porsi è la seguente: in che modo vanno investite le risorse pubbliche nel campo dell’istruzione?
Forse, il fatto di aver incrementato l’equità del sistema scolastico piuttosto che l’eccellenza ‘misurabile’ è proprio ciò che spinge tanti giovani finlandesi di talento a dichiarare che diventare insegnanti è il loro sogno.