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Alla Biblioteca di Scandicci, nella sezione dei Ragazzi, tra dicembre 2013 e marzo 2014, si svolge un programma di tre serate in compagnia del pedagogista Marco Dallari.  Argomento degli appuntamenti è come prendersi cura dei bambini con i libri e con le storie, attraverso un percorso per conoscere il mondo dei libri illustrati e la loro forza educativa.
Il libro illustrato è, infatti, una delle più interessanti risorse nella relazione con un bambino. Questi appuntamenti permettono di approfondire il ruolo dei libri di qualità nell’educazione, di raccontare e pensare se stessi immaginando il mondo che ci circonda, analizzando i diversi linguaggi del testo, dell’illustrazione, così come cartoni, fumetti, video e immagini d’arte. L’iniziativa è gratuita e aperta a tutti coloro che vogliano scoprire le potenzialità della narrazione nella relazione con i più piccoli. É consigliata la prenotazione.

Il prossimo incontro, previsto venerdì 14 marzo, alle ore 21.00, avrà come tema Il mondo delle figure! Il libro e altri media per costruire l’immaginario. L’albo illustrato di qualità (così come cartoni, fumetti, video-giochi, immagini d’arte, ecc.) favorisce la capacità di conoscere e riconoscere le proprie emozioni e contribuisce allo sviluppo dell’immaginario, non solo nei piccoli, ma anche nei bambini più grandi. Due linguaggi diversi, quello del testo e quello dell’illustrazione che richiedono letture diverse e trovano nel libro illustrato una magica combinazione.

Questi invece i temi degli incontri trascorsi:

Venerdì 6 dicembre 2013Libri e storie nella relazione fra adulto e bambino
Il libro illustrato è una delle più interessanti risorse nella relazione con un bambino.
Quando leggiamo un libro ci prendiamo cura del bambino, così come nell’allattamento, nel cambio, nelle coccole, nel gioco. Leggere non significa semplicemente offrire ai piccoli una storia, ma costruire insieme a loro un rapporto speciale.

Venerdì 10 gennaio 2014Raccontare e pensare sé stessi
Raccontare storie aiuta i bambini a costruire un modo di pensare e immaginare il mondo che li circonda.
Il bambino fa suo il libro e diviene capace di citarlo e raccontarlo di nuovo, imparando anche a presentare se stesso e raccontarsi.

Marco Dallari è professore ordinario di pedagogia generale all’Università di Trento. Presso la Facoltà di Scienze Cognitive dell’Università di Trento dirige il laboratorio di comunicazione e narratività. Fra i suoi principali interessi di ricerca l’animazione e le didattiche della produzione artistica, narrativa e teatrale.

Qui è possibile consultare il programma degli incontri

Per informazioni e prenotazioni: Biblioteca dei Ragazzi
tel.055 7591863 dalle 15,30 alle 18.30
presso la Biblioteca di Scandicci, Via Roma 38/A.

Oh che bel Castello laboratorio blog

I Servizi Educativi (Nidi, Centri 0-6 anni, Centri gioco) sperimentano attività legate alla lettura e al prestito per i più piccoli in collaborazione con la Biblioteca. Le diverse iniziative vedono la partecipazione attiva anche di genitori e nonni (visite in Biblioteca, laboratori di costruzione del libro, letture a scuola, prestito di libri).

La Biblioteca attraverso il prestito di un consistente numero di libri ai Servizi Educativi favorisce la circolazione più ampia dei libri illustrati di qualità e nelle visite effettuate dai bambini in biblioteca con gli educatori permette loro di sperimentare modalità nuove di fruizione del libro mettendoli in contatto con una delle strutture culturali della città; propone il libro come momento di condivisione di esperienze ed emozioni fra genitori e figli, come piacevole passatempo che deve/può pervadere tutta la giornata del bambino, e non restare circoscritto nell’ambito strettamente “educativo”.
Ogni bambino possiede la propria tessera della Biblioteca e può portare a casa un libro scelto all’interno del servizio educativo, così da poter condividere anche a casa con i propri genitori le letture più amate e quei libri che non smetterebbe mai di sfogliare.
Le varie iniziative trovano buona accoglienza da parte delle famiglie e dei piccoli utenti e incrementano la frequentazione della Biblioteca. L’obiettivo è di integrare meglio l’approccio al libro e alla lettura con i diversi contenuti presenti all’interno delle programmazioni educative. In questo percorso è necessario l’approfondimento della bibliografia disponibile per i più piccoli rispetto ai temi di rilievo educativo (la natura, gli ambienti, le emozioni, l’amicizia, la cultura e la diversità, i mestieri, ecc.).
Il voler approfondire la tematica del libro per l’infanzia fa parte del più ampio viaggio intrapreso dal Comune di Scandicci nel mondo dell’arte e della creatività come campi privilegiati di esperienza nella vita dei bambini. Il percorso sulla lettura e sul libro procede infatti parallelamente al progetto “I Care. Children Art & Relationship Education”, realizzato nell’ambito del Programma Comenius, cofinanziato dall’Unione Europea, che vede la collaborazione fra la Regione Toscana, il Centro Pecci per l’arte contemporanea, di Prato, la nostra città e Copenaghen (con tre scuole dell’infanzia e lo Statens Museum for Kunst) per condividere con educatrici/educatori danesi alcune esperienze sull’arte e sull’importanza dell’immagine nello sviluppo delle competenze comunicative ed espressive dei bambini.

Oh che Bel Castello (sotto la preziosa guida di Arianna Papini) ha utilizzato alcuni libri per accompagnare i temi incardinati nelle programmazioni educative annuali. Non si è trattato di semplici abbinamenti tematici ma di percorsi in dinamico scambio fra loro. Una programmazione educativa aperta alla magia della lettura e delle sue infinite suggestioni che si realizza in un flusso di esperienze (dal fare all’osservare, dal fantasticare al creare con le proprie mani, dall’immaginare al conoscere e viceversa), lungo un continuum di attività in cui il libro diviene protagonista e amico dello sviluppo del pensiero e del linguaggio, della scoperta del mondo e di sé da parte dei bambini.

Il progetto presegue nel 2014 con un ciclo di incontri di formazione rivolto agli educatori a cura di Marco Dallari su “Il pensiero narrativo e le relazioni di cura attraverso il libro illustrato” realizzato in collaborazione con l’Istituto Innocenti di Firenze. Marco Dallari è Professore Ordinario di Pedagogia Generale, dirige il Laboratorio di Comunicazione e Narratività presso l’Università di Trento. Artista e animatore culturale. Ha recentemente pubblicato “Incanto e racconti nel labirinto delle figure. Albi illustrati e relazione educativa”, Erickson 2013; “Testi in testa. Parole e immagini per educare conoscenze e competenze normative”, Erickson 2012. Direttore della collana di libri Art’E’ Ragazzi. (Info Ufficio servizi educativi tel. 055.7591552 tutti i giorni in orario 10.00/16.00)

Con la collaborazione della “Scuola di circo En Piste!!!” (Associazione Polisportiva Dilettantistica – Affiliata UISP) ogni anno viene realizzato un progetto di Circomotricità con la finalità di sostenere lo sviluppo armonico sia del corpo, attraverso giochi motori anche complessi, sia della personalità dell’ individuo attraverso atteggiamenti di empatia e sostegno. L’attività consente di sperimentare e approfondire il coordinamento, l’equilibrio, la prontezza di riflessi, l’elasticità oltre che la solidarietà e la cooperazione nell’aiutarsi e nel provare nuovi strumenti. Migliora la consapevolezza dei propri limiti e la volontà di superarli, il rispetto degli altri e la creatività nell’invenzione di nuove modalità di gioco. Stimola la socializzazione e la non competizione, concetto che deriva dal fatto che nel circo c’è posto per tutti: ognuno trova un suo spazio espressivo in un’abilità, con conseguente crescita dell’autostima e della fiducia in se stessi e negli altri.

I bambini sono suddivisi in quattro gruppi di 15 per età disomogenea (dai 2 ai 5). Dato che la presenza di esperti in attività circense lo consente e per facilitare l’acquisizione della familiarità con le varie discipline, i gruppi rimangono quelli fissati per tutta la durata del progetto. Sono previsti tre cicli di attività, ciascuno articolato in quattro incontri sulle discipline di Giocoleria, Acrobatica, Equilibrismo e Teatro/Arte, così che ogni gruppo nell’arco di dodici settimane avrà “concluso” il percorso circense.

Arianna Papini Acciaiolo

C’è qualcosa di incredibilmente magico nel condividere la lettura di un ottimo libro con bambini molto piccoli. L’intensità dell’atmosfera di fiaba si intreccia continuamente con il concreto, il vissuto delle piccole cose, la curiosità della scoperta.
Spesso mi viene chiesto con che criterio scelgo i libri per i piccoli, poiché è evidente la grande varietà iconica e stilistica del parco libri che abita il mio carrello di lettrice itinerante. Il criterio è molto semplice. Ai bambini va dato il meglio affinché possano assaporare la qualità del fare, dell’apprendere, dell’ascolto e della parola, dell’interpretazione e della comunicazione diretta.

La curiosità, che poi è il movente di ogni andare, va coltivata fin da subito affinché la persona piccola, nel divenire grande, annoti tutti gli infiniti incredibili e imperdibili incontri che fa, nel grande libro della propria vita, come bagaglio denso e leggero, forte e invisibile arma pacifica da poter utilizzare nel momento del bisogno. Il meglio della letteratura, questo va dato ai bambini.

La letteratura dalle parole poetiche e intense, a volte difficili e quindi da scoprire o indovinare o fraintendere, le frasi musicali musicate da grandi scrittori che universalmente si rivolgono a lettori di ogni età. È qui l’altro elemento discriminante: i libri che vivono nel mio carrello sono senza età, ampiamente condivisibili, così che chiunque ne possa usufruire, io stessa ogni volta, il lettore adulto o anziano, neonato, ragazzo, poiché in quelle parole trova una parte della propria vita non ancora spiegata altrove, un’apertura dunque alle mille strade della conoscenza di cui la prima, e più importante, è quella di se stesso. Così, come nel viaggio de “La conferenza degli uccelli” di Peter Sìs, la lettura condivisa è un andare insieme e allo stesso tempo un percorso così profondo da farci sentire intensamente vicini a noi stessi, volti a una ricerca comune ma anche molto solitaria, interiore. Questo si osserva nel silenzio dei bambini quando condividiamo con loro un libro splendido, dalle parole ricche e solide, capace di lasciare spazio a ulteriori immaginazioni e immagini.

Qui entra il terzo tema, quello dell’iconografia. È difficile che i bambini imparino ad accogliere e condividere i
tanti volti dell’umanità, se non hanno usufruito fin da piccolissimi della ricchezza di immagini differenziate, non stereotipe, capaci di renderli persone aperte all’altro, alle diversità dei mondi. Sempre la curiosità dunque, che allontana la paura e trova un senso nella condivisione delle storie, ancora una volta, all’interno dello scrigno di libri di alta qualità con immagini artisticamente alte, accuratissime, forti.

Così abbiamo lavorato a Scandicci, partendo dai bellissimi libri e dal viaggio negli spazi densi e speciali della crescita, in cui i bambini trovano esperienza condivisa e socialità. Da lì siamo partiti leggendo per terra, osservando le reazioni e gli sguardi intensi, lavorando dall’interno di quelle strutture che sul territorio, ogni giorno, hanno a che fare con i bambini e con le loro famiglie. Poi in quei luoghi il lavoro è proseguito, le fiabe e le storie hanno trovato infinite vie espressive, facendo nascere altre storie, dipinti, case, personaggi. L’apertura alla città dell’evento finale intende ampliare ulteriormente, se possibile, il senso sociale della lettura condivisa e della consapevolezza che un buon libro non finisce mai con l’ultima pagina.

Arianna Papini vive a Firenze. Dal 1988, dopo alcune esperienze in studi tecnici e redazionali, è stata Direttrice editoriale e artistica presso la casa editrice Fatatrac e ne è oggi consulente editoriale. Collabora ad alcuni Master di Illustrazione e svolge libera professione come scrittrice, illustratrice e pittrice, arte-terapeuta. Collabora con scuole e biblioteche per la diffusione della lettura tra i bambini; effettua corsi di aggiornamento per insegnanti e bibliotecari. Ha scritto e illustrato più di settanta libri fra i quali: Le parole scappate, 2011; Chi vorresti essere?, 2011; Ad abbracciar nessuno, 2010; L’albero e la bambina, 2011; La quaglia e il sasso, 2012. La presente intervista è un estratto del catalogo della mostra “Oh che bel castello” realizzata al Castello dell’Acciaiolo a Scandicci (Giugno 2013)

Una mostra sul tempo di cura mediante i libri, un Festival con gli illustratori. Laboratori con bambini e adulti, biblioteca al Castello, visite fiabesche, mercato dei libri di qualità, spettacoli e letture ad alta voce e un convegno sulle letture e le pratiche che aiutano a crescere.

Una città si interroga su come cresce e come crescono i suoi piccoli gioielli ai quali dedica attenzione. Mette al centro questo particolare lavoro di cura. Nidi d’infanzia, Centri-gioco, Servizi 1/6, Biblioteca dei ragazzi, Centri bambini e genitori illustrano il loro lavoro sulla lettura svolto nello scorso dell’anno.

Insieme a loro scrittori, illustratori e artisti, dal 13 al 15 giugno 2013 presso il Castello dell’Acciaiolo, giocano con l’immaginario dei bambini, scrutano i segnali di fumo che vengono dalle gioie e dalle paure del crescere, aprono piste inedite e affascinanti. Al centro dunque i libri di qualità a suggerire come adulti e bambini possono calpestare lo stesso prato misterioso e meraviglioso dell’incontro e del racconto.
Un programma denso di iniziative, un appuntamento su come i libri, quelli che hanno rispetto della curiosità e dei bisogni di tenerezza delle persone (senza distinzione d’età), possano diventare le giuste vitamine per la crescita dei più piccoli… e dei più grandi.

Oltre 350 bambini da 1 a 6 anni frequentanti i servizi educativi del Comune di Scandicci, 50 fra educatrici e operatori, centinaia di genitori e la Biblioteca dei ragazzi danno vita a un impegnativo ed esaltante percorso di promozione della lettura. La presentazione dei lavori (disegni, manufatti, video, spettacoli teatrali, letture ad alta voce, laboratori con grandi illustratori) sarà inserita in un open space in grado di accogliere centinaia di piccoli e grandi spettatori. La coordinatrice del progetto, Arianna Papini, scrittrice e autrice di picturebooks premiatissimi dalla critica internazionale, sarà a disposizione nei tre giorni della manifestazione e condurrà alcuni laboratori gratuiti.

Secondo quanto sostengono i Pediatri del progetto nazionale “Nati per Leggere”, partner dell’iniziativa, la lettura in famiglia, effettuata spesso – quasi tutti i giorni – e precocemente – a partire già da sei mesi di vita – favorisce la crescita di una relazione intensamente affettiva tra l’adulto che legge e il bambino che ascolta, creando un rapporto di speciale intimità. La lettura durante la prima infanzia libera lo sviluppo cognitivo del bambino, la curiosità e l’apprendimento della lettura, ponendo le basi per lo sviluppo del linguaggio verbale e per un buon rapporto con la lettura anche in seguito a scuola.

E’ proprio da questa alleanza tra pedagogisti e bibliotecari che nasce il progetto di Scandicci, che con i suoi servizi per l’infanzia (a gestione comunale) ha lavorato nel corso dell’anno sul libro di qualità, scegliendo alcuni testi in cui l’armonia dell’immagine è parte integrante della ricchezza della narrazione, con animazioni e laboratori, affidando la conclusione del percorso educativo alla mano e allo sguardo esperto di alcuni tra i più grandi illustratori per l’infanzia a livello internazionale, fra cui anche Lucia Scuderi (vincitrice nel 2013 del prestigioso Premio Andersen) e un autore come Bruno Tognolini anch’essi presenti ai laboratori.

Il festival coinvolge in primo luogo i bambini, i cui lavori sono esposti in mostra, i loro genitori, che hanno messo in scena alcune delle storie tratte dai libri adottati durante l’anno e la Biblioteca dei ragazzi che, con i servizi per l’infanzia, ha curato la regia del lavoro pedagogico e di promozione alla lettura.

La rassegna vedrà il suo culmine sabato 15 giugno 2013 con il convegno “Percorsi nella città che cresce”, rivolto non solo agli operatori, ma a tutti coloro a cui sta a cuore il rapporto con la lettura, a cui prenderanno parte, tra gli altri: Sandro Fallani (Assessore all’Istruzione del Comune di Scandicci), Sonia Farese (Presidente della Conferenza Istruzione Firenze Zona Nord Ovest), Alessandra Maggi (Presidente Istituto degli Innocenti), Bruno Tognolini (Scrittore), Marco Dallari (Pedagogista), Paolo Borin (Psicologo), Lola Barcelò Morte (Editrice Kalandraka Italia), Giovanna Malgaroli (Bibliotecaria, segretaria nazionale di Nati per leggere), Arianna Papini (Curatrice della mostra Oh che bel Castello).
Durante il convegno saranno presentati anche i risultati di un’indagine sul rapporto con la lettura in famiglia svolta dalla Biblioteca di Scandicci presso i propri utenti, nel 2012, che mette in evidenza dati incoraggianti: il 97% degli intervistati infatti esprime un giudizio molto positivo sull’accoglienza, oltre il 60% dei genitori leggono anche a casa, il 98% ha uno spazio dedicato ai libri per i bambini, il 52% di essi dichiara di avere più di 30 libri per bambini e il 42% tra i 10 e i 30 volumi.

Lo sforzo comunicativo dei servizi e dei professionisti nel creare legami con la lettura, in primo luogo bibliotecari, educatori e soprattutto pediatri, il cui ruolo gode di grande stima presso i genitori, appare la chiave più importante per la buona riuscita del progetto, che rinnova le basi per un lavoro di lunga tenuta nella promozione di una cultura a sostegno della “comunità educante” in una città in piena trasformazione urbanistica, con il nuovo centro Rogers.

“Leggere e ascoltare storie, rinarrarle, immaginarne di nuove permette al bambino di familiarizzare con le chiavi di lettura che gli consentono di aprirsi alla comprensione e all’interpretazione del mondo, dell’interiorità propria e altrui e quindi, in definitiva, che lo aiutano a vivere in modo più sereno e costruttivo”, sostiene il pedagogista Marco Dallari – “Ecco, forse è proprio da qui che è bene ripartire: dalla contemplazione di un’immagine, dal calore di un’emozione, dalla seduzione di una storia, dall’incanto di una narrazione”.

pinocchio_collage

Il progetto si inserisce all’interno della programmazione didattica annuale che verte sulla storia di Pinocchio di Collodi. Il narrare questa storia, il narrarsi attraverso questa storia o comunque in generale attraverso le storie fa parte di un più ampio percorso iniziato cinque anni fa e riferito a quella che si chiama intelligenza emotiva. Il gruppo di bambini a cui è rivolto il progetto didattico sono quindi “abituati” al riconoscimento dei propri bisogni e di quelli altrui, cercano di interpretare le proprie e le altrui emozioni; un allenamento emotivo introdotto con percorsi didattici guidati, ma portato avanti in ogni momento di routine della vita della scuola sperimentale 1-6 anni Bruno Ciari.
Il mondo dell’arte grafica/pittorica è stato spesso adottato per favorire l’interpretazione delle emozioni: ai bambini di questo gruppo sono stati presentati pittori e lavori artistici soprattutto di arte moderna, per preparare all’osservazione e alla lettura dell’immagine non solo attraverso un’ottica di educazione all’immagine ma anche attraverso l’uso dell’intelligenza emotiva.

Il lavoro consiste nella presentazione generale di ogni attività in grande gruppo durante il momento del cerchio, per poi passare allo svolgimento individuale in piccolo gruppo ai tavoli. Come materiali vengono adottati foto e rappresentazioni di opere d’arte con l’uso del pc, il libro “Lo zoo di Pinocchio” di Filippo Sassoli, matite e carta semplice, carboncino e graffite, gomma pane, carta cotone liscia e ruvida Fabriano e registrazioni grafiche delle conversazioni.

Gli obiettivi dell’attività, per campo di esperienza, possono essere ricondotti ai seguenti:
Il sé e l’altro:
a) Saper interpretare e documentare il proprio lavoro;
b) Saper esprimere le emozioni attraverso il proprio elaborato;
c) Saper riconoscere le emozioni dei personaggi animali attraverso gli elaborati dell’autore/disegnatore.

Linguaggi, creatività, espressione:
a) Saper distinguere visivamente la luce e le ombre nei dipinti/disegni di pittori e dell’autore di riferimento;
b) Saper utilizzare la tecnica del chiaroscuro attraverso la scala di grigi;
c) Saper disegnare gli occhi, ponendo attenzione alla resa dell’espressione dello sguardo proposto;
d) Sviluppare il senso estetico nella lettura di un immagine o opera d’arte.

I discorsi e le parole:
a) Saper comprendere la narrazione e le espressioni usate nel testo di Collodi, legate alla presentazione degli animali presenti;
b) Saper esprimere verbalmente le proprie emozioni;
c) Saper esprimere le proprie opinioni nella lettura dell’immagine;
d) Cercare di motivare verbalmente le proprie scelte.

Le fasi del lavoro:
1. Vengono presentate ai bambini foto ed opere d’arte di artisti (pittori, disegnatori e fotografi), alcuni già conosciuti, per lo studio di luce ed ombre attraverso la tecnica del chiaroscuro e in seguito l’attività individuale: su foglio A4 si svolge la scala di grigi, dalla luce all’ombra, osservando i due modi di operare con la matita: pressione e vicinanza/ lontananza delle linee. Svolgimento attività in piccoli gruppi ai tavoli.

2. Vengono presentati disegni “piatti” con le sole linee di contorno e disegni con volumi (zone luce ed ombre) per presentare la tridimensionalità. Vengono presentati i materiali nuovi per l’attività individuale: carboncini, graffite e gomma pane. Con tali materiali viene proposta l’attività individuale di disegno libero, in piccoli gruppi ai tavoli.

3. Viene presentato  il libro “Lo zoo di Pinocchio” ed il suo autore. Vengono lette le parti relative agli animali rappresentati dall’autore nel libro di Pinocchio. Vengono mostrate i disegni dell’autore con tecnica di chiaroscuro ed ascoltate e registrate le impressioni, opinioni, stati d’animo dei bambini in relazione a questi passaggi.

4. Viene proposto ai bambini di scegliere un animale rappresentato dall’autore, cercando di motivare la propria scelta. Svolgimento della “copia” dell’immagine scelta individualmente su carta cotone e carboncino, graffite.
Focus sullo sguardo ed espressione dell’animale scelto: le linee degli occhi e la luce sulla pupilla.