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Martedì 18 Novembre ore 21.00 presso la Sala del Consiglio Comunale “O.Barbieri” (Piazza della Resistenza) ha avuto luogo la cerimonia di intitolazione dell’Istituto Comprensivo II ad Altiero Spinelli. L’incontro aperto alla cittadinanza ha avuto l’obiettivo di approfondire la conoscenza della figura del grande padre fondatore dell’Europa. A molti è conosciuto per essere l’autore, insieme a Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, del famoso Manifesto di Ventotene, considerato il primo documento ufficiale che prefigura la necessità dell’istituzione di un’Unione europea di tipo federalista, con una moneta unica, un esercito e una politica estera unica per l’Europa. Per questi motivi il Manifesto è considerato il testo fondante dell’Unione europea. Molto meno conosciute, se non agli studiosi, sono invece le vicende di Altiero Spinelli prigioniero politico, di instancabile antifascista e le sue battaglie per il Progetto di Trattato che istituisce l’Unione europea, che è stato essenziale per aprire la strada alla riforma dei Trattati di Roma e ha ispirato una parte importate delle innovazioni oggi contenute nel Trattato di Lisbona.

La cerimonia di intitolazione, con il patrocinio dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Scandicci, prevede la partecipazione speciale della figlia, Barbara Spinelli, lei stessa europarlamentare, e di Pier Virgilio Dastoli, che fu suo assistente e oggi ricopre il ruolo di Presidente del Movimento Europeo (sezione Italiana). Nella sala è stato allestito un percorso espositivo di attività grafico pittoriche degli alunni delle scuole dell’infanzia e primaria, mentre gli studenti della scuola secondaria interverranno cantando l’Inno alla Gioia e l’Inno di Mameli e presentando con propri elaborati la figura di Altiero Spinelli insieme alle principali tappe della storia della costituzione dell’Unione Europea.
Un’ occasione preziosa in cui ci è stata offerta la possibilità di ribaltare i nostri punti di vista: sono stati, infatti, i ragazzi a fare una lezione di storia e di cittadinanza, mentre gli adulti e gli insegnanti sono stati ad ascoltare.

Per l’anno scolastico 2014/2015 l’Istituto “Altiero Spinelli” dedicherà molti progetti alla tematica Europea: il progetto lingue, il progetto intercultura ed il progetto memoria, che di seguito illustriamo.
– Festa delle Lingue. A Settembre, la Giornata Europea delle lingue è l’evento che apre all’incontro dell’istituto con la realtà europea, attraverso il lavoro strutturato per tutto l’anno che crea nuove opportunità per il potenziamento delle lingue straniere attraverso certificati riconosciuti a livello europeo.
– Fiera di Scandicci. Ottobre. All’interno del più grande evento cittadino la scuola primaria alla secondaria presenteranno l’Europa attraverso attività creative didattiche e artistiche attorno al tema dell’incontro tra Africa ed Europa.
– Settimana dell’intercultura.
A Dicembre un’intera settimana mirata all’approfondimento e alla conoscenza in modo esperienziale, alternativo e interattivo del continente Europa ( collegamenti skype, lezioni aperte, conferenze e testimonianze da parte di esperti esterni). Momento culmine sarà l’Open Day, in cui gli studenti dell’istituto saranno protagonisti in veste di guide turistiche della propria scuola in lingua straniera.
– Giorno della Memoria.
Mercoledì 28 gennaio, rappresentazione al Teatro Studio dello spettacolo “Eravamo bambini ad Auschwitz” a cura delle classi terze.
– Visita al Parlamento Europeo a Strasburgo e al campo di concentramento di Natzweiler per le classi terze. (Febbraio – in attesa di conferma).

Altiero_Spinelli

Chi era Altiero Spinelli?
Ecco una breve biografia estratta dalla presentazione del comitato nazionale nel 2007 in occasione delle celebrazioni del centenario dalla sua nascita.

Altiero Spinelli nasce a Roma nel 1907. Dopo i primi anni passati con la famiglia in Sud America, dove il padre, laico e socialista, era vice console, nell’estate del 1912 rientra a Roma, e qui frequenta le elementari, il ginnasio e il liceo classico. Già negli ultimi anni di scuola comincia a interessarsi alla politica, influenzato dal padre e dalle letture di testi socialisti. Nel 1924 si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Roma e, contemporaneamente, al gruppo universitario comunista. Da questo momento partecipa attivamente all’attività antifascista clandestina del partito. (…)

Arrestato nel 1927 a Milano, viene condannato a sedici anni e otto mesi dal tribunale speciale per cospirazione contro i poteri dello stato. Avendo beneficiato di alcune amnistie parziali, sconta dieci anni di carcere (nei penitenziari di Roma, Lucca, Viterbo e Civitavecchia), ma, al momento di essere rilasciato, viene inviato per sei anni al confino, prima a Ponza (dal 1937 al 1939) e poi a Ventotene. Nel frattempo matura il distacco dal Partito comunista, iniziato durante gli anni del carcere, che diviene definitivo negli anni dei sanguinosi processi staliniani contro i dissidenti del regime. A Ventotene, tra l’inverno del 1941 e la primavera del 1942, dopo un’approfondita elaborazione, cui partecipa un gruppetto di confinati – tra i quali Eugenio Colorni – scrive, in collaborazione con Ernesto Rossi, il Manifesto per un’Europa libera ed unita (Manifesto di Ventotene), il documento di base del federalismo europeo. Caduto il fascismo, viene liberato il 19 agosto 1943 e dieci giorni dopo fonda a Milano, insieme a una trentina di reduci dal confino, dal carcere e dall’esilio, il Movimento Federalista Europeo.

Dopo l’8 settembre si rifugia in Svizzera, dove organizza le prime riunioni federaliste sovranazionali a Ginevra, a conclusione delle quali viene approvato un documento che sarà la base di alcuni programmi della Resistenza europea, soprattutto in Francia. Chiamato da Leo Valiani a Milano, alla segreteria politica del Partito d’Azione Alta Italia, partecipa per alcuni mesi alla Resistenza.
Nel marzo dei 1945 organizza, insieme a Ursula Hirschmann vedova di Eugenio Colorni, trucidato dai fascisti pochi giorni prima della liberazione di Roma ‑ il primo congresso federalista internazionale a Parigi, cui partecipano, tra gli altri, Albert Camus, George Orwell, Emmanuel Mounier, Lewis Mumford, André Philip. Terminato il congresso rientra in Italia riprendendo il suo posto nella Resistenza e nel giugno 1945 segue Ferruccio Parri, nominato presidente del Consiglio. Nel febbraio 1946, a seguito delle conclusioni del I Congresso, lascia il Partito d’Azione insieme a La Malfa, Parri, Reale e un gruppo di azionisti con i quali fonda il Movimento per la democrazia repubblicana, che abbandona alla vigilia delle elezioni alla Costituente.

Nel 1948 viene eletto segretario dei Movimento federalista europeo e successivamente membro del Bureau Executif e delegato generale dell’Union Européenne des Fédéralistes (UEF). Per quattordici anni è l’animatore di tutte le più importanti battaglie in favore della federazione europea, in particolare quella della Comunità europea di difesa (CED) e della Comunità politica.

Abbandonate, nel giugno 1962, tutte le cariche federaliste, fra il 1962 e il 1965 fa parte della redazione de «il Mulino» ed è tra i promotori dell’«Associazione di cultura e di politica “il Mulino”», l’istituzione di controllo di tutte le attività promosse dal gruppo bolognese. Dal 1962 al 1966 è Visiting Professor al Centro di Bologna della School for Advanced European Studies dell’Università Johns Hopkins, ove tiene corsi sulla Comunità europea. Nel 1963 crea il Comitato italiano per la democrazia europea (CIDE) e nel 1965 fonda l’Istituto Affari Internazionali (IAI), per promuovere ricerche e studi sul ruolo e le responsabilità dell’Italia nella Comunità europea e di questa nel mondo.
Dal dicembre 1968 al luglio 1969 è consulente per gli affari europei dei ministro degli Esteri Pietro Nenni.

Dal 1970 al 1976 è membro della Commissione esecutiva della Comunità europea, che tenta di trasformare nel vero motore politico del processo di integrazione sovranazionale. Eletto deputato al Parlamento italiano nel giugno 1976, come indipendente nelle liste del PCI, è presidente del gruppo misto alla Camera, e nello stesso anno viene nominato al Parlamento europeo. Nel 1979 gli è riconfermato sia il mandato al Parlamento italiano (dove è membro del gruppo misto), sia quello al Parlamento europeo (eletto per la prima volta a suffragio universale). Qui svolge un ruolo di particolare rilievo, facendosi soprattutto promotore, nel luglio 1980, dell’iniziativa istituzionale – il Club del Coccodrillo – che porta alla formulazione dei progetto di trattato di Unione europea da lui elaborato e approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento europeo, il 14 febbraio 1984, con l’appoggio di deputati europei di tutti i gruppi politici e di diversi Paesi. Rieletto nel 1984 al Parlamento europeo – dopo l’affossamento dei progetto di trattato fatto dai Vertici di Milano e di Lussemburgo –, rilancia nella primavera del 1986 una nuova iniziativa costituente, ma qualche giorno dopo, il 23 maggio 1986, muore in una clinica romana.

Edmondo Paolini

Links utili per ulteriori approfondimenti

www.altierospinelli.it

www.movimentoeuropeo.it

http://europeanmovement.eu

http://europa.eu/index_it.htm

http://www.europarl.europa.eu/portal/it

www.politichecomunitarie.it

Info:
Assessorato alla Pubblica Istruzione – Tel. 055.7591593
Istituto Comprensivo “Altiero Spinelli” – Tel. 055.2591076

Nel num.282 di Animazione Sociale (edizioni Gruppo Abele 2014), Graziella Favaro, pedagogista e responsabile scientifica del Centro COME di Milano, illustra la complicata interazione tra famiglie immigrati e percorsi educativi e scolastici.

L’ingresso dei figli nella scuola italiana rappresenta per molti uno snodo biografico: da un lato è il compimento di fatiche e promesse, dall’altro una frattura nella storia familiare e nelle modalità di trasmissione tra generazioni. Giorno dopo giorno i figli lasciano i genitori ‘sull’altra riva’ e si avventurano da soli nel mondo delle nuove parole. Il genitore si sente un infans e non un adulto competente a fianco dei figli. Da parte sua la scuola, anche senza volerlo, mette a nudo le incapacità e gli impacci comunicativi dei genitori.

L’autrice invita a investire molto di più nel mettere in comunicazione le due parti: “la mediazione tra la scuola e le famiglie immigrate, gestita da figure dedicate o intesa come attenzione insita nella relazione, può avvicinare i due mondi. Ma la mediazione deve soprattutto contribuire a rafforzare il ruolo dei genitori stranieri, deve renderli protagonisti delle scelte e non soggetti sullo sfondo ai quali comunicare decisioni già prese. Deve, in altre parole, praticare il riconoscimento: delle attese, delle aspettative, delle storie, dei punti di vista. E’ quindi una mediazione educativa, non tecnica. La mediazione deve essere in grado di dare parola a chi non sa (ancora) dire e tuttavia far sì che questi rimanga al centro della relazione. Interlocutore ‘mediato’ ma non espropriato del proprio ruolo, della propria autorità e storia.

La migrazione deve essere più rappresentata e raccontata dentro la scuola, secondo Graziella Favaro, anche nei suoi aspetti epici: di viaggio, attraversamento di confini, pericoli e prove, voglia di riuscire, impresa e conquista. Per sé e per i figli.

In una recente intervista Erri De Luca ha detto: “Abbiamo amato l’Odissea, Moby Dick, Robinson Crusoe, i viaggi di Sinbad e di Conrad. Siamo stati dalla parte dei corsari e dei rivoluzionari. Cosa ci fa difetto per non stare con gli acrobati di oggi, saltatori di fili spinati e di deserti, accatastati in viaggio nelle camere a gas delle stive, in celle frigorifere, in container, legati ai semiassi di autocarri? Cosa ci manca per un applauso di cuore, per un caffè corretto al portatore di suo padre in spalla e di suo figlio in braccio, portato via dalle città di Troia svuotata dalle fiamme? Benedetto il viaggio che vi porta, il mare che vi lascia uscire, l’onore che ci fate bussando alla finestra”.

Continua la presentazione dei piatti della cucina di tutto il mondo nelle scuole di Scandicci:  mercoledì 28 maggio i bambini delle scuole per l’infanzia Italo Calvino e San Colombano e delle scuole primarie Guglielmo Marconi e Aldo Pettini,  potranno assaggiare un menù tutto giapponese.

Grazie al successo del pranzo africano il Comune di Scandicci insieme alla cuoca Letizia di CIR food, proseguono il loro progetto di un giro del mondo attraverso  i sapori.
Il menù prevede:  Sushi finto, Ramen con verdura per zuppa, Yakitori (pollo con soia e porri) e Horenso Gomamisoae (spinaci con zucchero, sesamo e soia).

Anche quest’anno, sulla scia di un’esperienza oramai al decimo anno di realizzazione e che ha visto nel complesso la partecipazione di oltre 1500 ragazzi delle scuole primarie di Scandicci, il progetto di teatro musicale diretto da Lucia de Caro porta ancora una volta sul palco del Teatro Aurora di Scandicci i giovani allievi di nove classi delle scuole primarie del territorio, insieme ad un team di professionisti del settore. Il progetto è promosso da Scandicci Cultura e dall’ Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune e realizzato dalla Scuola di Musica di Scandicci.

Sentirsi a casa”, “fai come se fossi a casa tua”, “la mia casa è la tua casa”: queste espressioni rimandano l’idea della casa come luogo dove si sta a proprio agio, ci si sente protetti, un punto di riferimento e di accoglienza. Allo stesso tempo il concetto di casa risponde anche a canoni quali il periodo storico, la collocazione geografica, il clima, la cultura, gli usi e le abitudini di chi vi abita.
Da queste semplici osservazioni prende spunto lo spettacolo di Teatro Musicale “Una casa chiamata mondo”.
I giovani protagonisti attraverso forme di espressione quali canto, movimento, recitazione raccontano una storia inedita ambientata in un ipotetico anno 3000 dove, ci si immagina, tutto è omologato e programmato dalla tecnologia. Gli eventi faranno sì che essi siano messi in condizione di effettuare una ricerca sulle abitazioni nel mondo nell’anno 2000: in questo modo conosceranno l’esistenza di culture, lingue, usi, costumi diversi e tale scoperta diverrà consapevolezza che queste sono le vere ricchezze dell’umanità, i giusti “ingredienti” che (per dirlo con le parole della canzone finale) insaporiti da “rispetto e amore” costituiscono “la ricetta per un mondo migliore”.

Si esibiranno gli allievi delle scuole primarie D. Campana (IV C, IV D, V C), A. Pettini (IV A, IV B, IV C), XXV Aprile (IV A, IV B, IV C) con la regia di Giada Bruschi e la direzione artistica di Lucia De Caro.
Lo spettacolo si svolgerà giovedì 22 maggio in due repliche:
alle ore 10.30 con ingresso libero su prenotazione, matinee riservata alle scuole primarie,
alle ore 21.00 ingresso a pagamento, 6E intero, 4E ridotto.

Per info e prenotazioni:
Scuola di Musica di Scandicci
Tel. 055.755499
scuolamusica@scandiccicultura.it

Il Secondo Comprensivo di Scandicci con la Scuola Media Altiero Spinelli in occasione della “Settimana dell’Intercultura” ha dato vita quest’anno a un progetto molto articolato, dedicato all’Africa. L’iniziativa nasce da una volontà ben definita: sfidare i troppi stereotipi che, in positivo o in negativo, ancora circondano quel continente e quella umanità alla ricerca delle molte “verità” che compongono il suo complesso volto.

La proposta è quella di offrire a tutti gli alunni un’occasione per conoscere la storia e le molteplici culture dell’Africa che tenga conto anche e soprattutto delle potenzialità di quella regione e di come abbia influenzato la nascita delle moderne società occidentali.

Come osservava recentemente Giulio Albanese: «Molto inchiostro è stato versato sulle vicende africane, soprattutto per le cicliche disgrazie che hanno afflitto il continente: dalle guerre alle calamità naturali, dalle ingiustizie sistemiche alle sopraffazioni dei satrapi di turno. Eppure, sarebbe un imperdonabile errore, in occasione del 50° anniversario di fondazione dell’Organizzazione dell’ Unità Africana (Oua) – progenitrice dell’Unione Africana (Ua) – avvenuta il 25 maggio del 1963, continuare a giudicare il presente «con l’occhio dello straniero » che, come recita un proverbio della tradizione Dogon, «vede solo quello che già conosce».
E proprio per tentare di cogliere la complessità dello scenario africano, bisogna andare al di là dei soliti luoghi comuni di certa comunicazione. Anzitutto, perché questo continente è un poliedrico contenitore di sapienza multisecolare, luogo di passioni, ricchezza culturale e artistica, “mare magnum” di etnie fatte di volti con le loro storie da scoprire. E poi perché, come scriveva saggiamente Plinio il Vecchio, «dall’Africa arriva sempre qualcosa di nuovo.»

La lettura del continente africano che intendiamo proporre, attraverso incontri con esperti e testimonianze dirette, distante sia da tanta “oleografia” che da troppo facile “catastrofismo e pietismo”, vuole pertanto assumere un taglio storico/scientifico teso a focalizzare la ricchezza di apporti di cui il mondo occidentale è debitore a quello africano in numerosi contesti culturali: letteratura, storia, religione, arte, danza, musica, moda, cinematografia e molto altro.

La Settimana dell’intercultura di quest’anno è finalizzata a fare sì che gli studenti imparino a rapportarsi senza pregiudizi e streriotipi alla sapienza di storia, cultura arte e tradizione che l’Africa custodisce e crea. Non solo sono invitati a comprendere il valore della cultura dell’accoglienza, ma che senza l’incontro ed il dialogo reale con l’altro e con la sua storia non è possibile immaginare un nuovo orizzonte di senso e soprattutto costruire alcun futuro più umano.

In occasione della Settimana dell’Intercultura il Servizio Mensa nel giorno di Giovedì 20 Marzo alle scuole del Secondo Comprensivo offre un menù a tema a base di piatti tipici della tradizione Africana.