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Nascono nell’Area Metropolitana di Firenze i “Team Lab”, laboratori per l’accompagnamento all’autoimpiego e autoimprenditorialità giovanile dedicati ai giovani che hanno tra i 18 e i 29 anni e che non studiano né lavorano.

In partenza il prossimo percorso a Scandicci “Dall’idea al progetto: come costruirsi un modello di lavoro autonomo e di impresa” con chiusura delle iscrizioni il 31 Ottobre.

Tanti giovani oggi, dopo la scuola o l’università, si stanno guardando intorno per costruirsi una strada… ma se invece di cercare un lavoro lo volessero creare? dando vita a un progetto professionale o di impresa?
Ecco allora le prime domande da farsi:
Cosa significa passare da un’idea ad un progetto di questo tipo?
Come iniziare a “unire i puntini” del nostro progetto e fare una prima “fotografia” della nostra idea di impresa?

I laboratori prevedono percorsi gratuiti di 80 ore per il raggiungimento dei seguenti obiettivi:
Formazione per il business plan per lo sviluppo della formula imprenditoriale e la definizione del modello di business (24 ore di gruppo);
Assistenza personalizzata per lo sviluppo e la stesura del business plan, per la verifica della redditività e sostenibilità del progetto e per la messa a punto del piano d’azione per lo start up (16 ore di gruppo e 16 ore individuali);
Mentoring per entrare in relazione con gruppi di giovani e con le loro idee, con un sistema più ampio di imprese, organizzazioni e realtà in grado di fornire consulenza, informazioni, ispirazione e conoscenze utili all’ulteriore sviluppo e miglioramento della tua idea di impresa (16 ore ad allievo individuali e di gruppo);
Partecipazione a un camp finale intensivo in cui potrai presentare pubblicamente la tua idea (8 ore).

Destinatari.
Cittadini residenti in Italia, in età compresa tra i 18 e i 29 anni, inoccupati o disoccupati, non frequentanti un regolare corso di studi (secondari superiori o universitari) o di formazione, registrati al Portale di Garanzia Giovani e con un primo colloquio presso il CPI di competenza già effettuato.

Iscrizioni.
Occorre compilare la scheda di iscrizione presso i Centri per l’Impiego del territorio della Città Metropolitana di Firenze o presso la Segreteria ASEV di Empoli, Lun. – Giov. 9,00 – 18,30 e Venerdì 9,00 – 18,00. Segreteria ASEV di Castelfiorentino, Lun. 14,00 – 18,00 e Mer. 9,00 – 13,00.

Scadenza delle iscrizioni:
Sede di Firenze 31/10/2016

Per maggiori informazioni:
Segreteria ASEV di Empoli, Lun. – Giov. 9 – 18,30 e Venerdì 9 – 18
Segreteria ASEV di Castelfiorentino, Lun. 14 – 18 e Mer. 9 – 13
Tel 0571 76650 – v.valori@asev.it / v.sacchetti@asev.it
http://www.asev.it/formazione/professionale/team_lab.php

Cos’è l’educazione all’imprenditorialità? Perché è importante la sua integrazione nei sistemi educativi?
Il nuovo rapporto di Eurydice appena pubblicato, “Entrepreneurship Education at School in Europe 2016”, si basa sulla definizione europea di imprenditorialità quale competenza chiave che “si riferisce all’abilità individuale di trasformare un’idea in azione”. In questo concetto rientrano non solo la capacità dei giovani di iniziare e gestire un’attività in proprio, ma anche “la creatività, l’innovazione e l’assunzione del rischio, così come la capacità di pianificare e gestire progetti per raggiungere degli obiettivi” (Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18/12/2006).

In ambito educativo, questo significa sviluppare negli studenti di tutte le età le competenze e la mentalità necessarie per trasformare le idee creative in azioni imprenditoriali e sostenere così anche lo sviluppo personale, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupabilità. In un periodo di crisi economica, di bassi tassi di occupazione e, più in generale, di un panorama economico-sociale molto complesso, l’educazione all’imprenditorialità sembra essere una possibile via d’uscita per le giovani generazioni.

Una delle principali conclusioni a cui giunge il rapporto, tuttavia, è che ancora nessun Paese ha pienamente integrato l’educazione all’imprenditorialità nei propri sistemi di istruzione, nonostante 11 sistemi sui 38 presi in esame, prevalentemente nell’area nordica, abbiano una strategia specifica sull’educazione all’imprenditorialità, e 18 la inseriscano in una strategia globale più ampia. Per capire meglio quanta ancora sia la strada fare, un dato interessante lo riporta un’indagine di Eurobarometro secondo cui solo il 23% del campione intervistato ha partecipato a corsi o attività a scuola finalizzati a trasformare le idee in azione o a realizzare un proprio progetto. La percentuale di chi ha partecipato è più alta fra i giovani (il 34% fra il 15-24enni), e diminuisce via via che si sale con l’età. Il dato italiano in questa indagine si attesta fra i più bassi, circa al 16%.

A livello europeo le indagini di Eurobarometro mettono in luce un generale scetticismo dei giovani sulla possibilità che l’attività imprenditoriale possa costituire una valida soluzione all’attuale crisi del mondo del lavoro. Più del 50% dei giovani europei di età compresa fra 15 e 29 anni non ha intenzione di iniziare un’attività in proprio e il 17% intende farlo in futuro, ma solo il il 5% lo ha già fatto; mentre il 22% vorrebbe iniziare un’attività ma lo ritiene troppo difficile. In Italia l’idea di diventare imprenditori sembra più popolare: posizionandosi molto al di sopra della media europea, il 65% della popolazione di età compresa fra i 18 e i 64 anni ritiene l’imprenditorialità una scelta lavorativa auspicabile, anche se solo l’11% ha intenzione di iniziare un’attività nei prossimi tre anni. Quando poi si vanno a considerare risultati più concreti, l’Italia risulta avere le percentuali più alte con il 13,7% fra i giovani occupati 20-24enni che hanno iniziato un’attività in proprio, e il 16,2% fra i 25-29enni. Nonostante questi dati possano nascondere il fenomeno dei falsi lavoratori in proprio, il dato rimane comunque alto.

Nonostante questo, l’Italia non ha ancora sviluppato una strategia nazionale specifica sull’educazione all’imprenditorialità che, comunque, è inserita come materia cross-curricolare o integrata nei curricoli dei livelli primario e secondario inferiore e superiore.
Le recenti misure sul rilancio dell’alternanza scuola-lavoro contenuto nella “Buona scuola” (Legge 107/2015) e la previsione di attività di formazione in servizio per i docenti su alternanza e imprenditorialità vanno certamente nella direzione di dare all’educazione all’imprenditorialità uno spazio nel nostro sistema di istruzione. Guardando i dati sulle intenzioni e sulle percezioni dei giovani verso l’imprenditorialità e considerando che l’Italia è una Paese con un’economia storicamente legata alle piccole e medie imprese, quello dell’educazione all’imprenditorialità è sicuramente un campo in cui, con una strategia nazionale mirata, si possono raggiungere risultati interessanti nel contenimento della disoccupazione giovanile.

Eurydice è la rete europea che raccoglie, aggiorna, analizza e diffonde informazioni sulle politiche, la struttura e l’organizzazione dei sistemi educativi europei. Nata nel 1980 su iniziativa della Commissione europea, la rete è composta da un’Unità europea con sede a Bruxelles e da varie Unità nazionali.

Dal 1985, l’Indire è sede dell’Unità nazionale italiana.

Link utili:

Articolo di Erika Bartolini uscito su  http://www.indire.it  il 22 Febbraio 2016.